Ora legale 2023: quando e come spostare le lancette dell’orologio, avanti o indietro?

Ritorna l’ora legale, ma quando arriva nel 2023 e come spostare le lancette dell’orologio, in avanti o indietro: questi e altri aspetti a seguire

Sta per tornare l’ora legale e gli italiani sono pronti anche nel 2023 a spostare le lancette dell’orologio: ma in quale direzione, avanti o indietro, e soprattutto quando? Ecco questi ma anche altri aspetti da approfondire.

Ora legale 2023
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Pronta dunque a ritornare l’ora legale a breve, ed è bene sapere che non si tratta dell’ultima volta che andrà fatto. Se infatti vi erano stati dei dubbi in merito, come magari i più attenti ricorderanno, l’Italia ha preso una decisione in merito.

E nel dettaglio, si è deciso che sarà lasciato in vigore tale sistema, ovverosia quello che prevede l‘alternanza dell’ora legale e solare nei mesi di marzo e di ottobre di ciascun anno.

Ecco dunque in quale direzione spostare le lancette dell’orologio per l’ora legale 2023 e quando.

Ora legale 2023: lancette in avanti di un ora, ecco quando

Le curiosità, gli spunti e gli elementi di interesse, in generale e a vari livelli non mancano mai, come nel caso ad esempio del riuso intelligente: un argomento tanto ricco di curiosità quanto prezioso, ecco come riciclare un manubrio di una bici vecchia, sorprendente ciò che si può fare.

Restando poi nell’ambito delle curiosità, qui un test rompicapo divertentissimo e stimolante da provare a risolvere in pochissimo tempo: c’è un errore, un elemento anomalo nella foto, chi riuscirà a trovarlo in tempo?

Ma tornando al punto, la notte tra sabato venticinque e domenica ventisei marzo, si dovranno spostare le lancette avanti di un’ora. Da un lato si dormirà un’ora in meno, sino a quando non ci si adatterà quantomeno. Dall’altro però si potrà beneficare di un’ora in più di luce. 

Tale cambiamento arrivare insieme alla primavera, e consente anche un risparmio sui consumi. Inoltre, l’ora legale 2023 resterà in vigore sino al 29.10.2023, quando tutti dovranno poi nuovamente spostare le lancette, in quel caso indietro di ‘un’ora.

L’Italia, rispetto ad altri Paesi, ha scelto di non seguire quanto indicato dall’Europa. Un aspetto da approfondire e che non tutti conoscono.

Ora legale solare Italia – Europa e questione abolizione

Nel 2018 vi è stato l’invito del Parlamento europeo alla Commissione per rivedere la direttiva, con proposta di abolizione del passaggio ora solare – legale in tutta Europa, tenendo solo quella legale.

Al contempo, partiva anche una consultazione online per sapere l’opinione dei cittadini. L’ottantaquattro per cento si diceva favorevole. Dunque, fu presentata la proposta agli Stati circa la decisione da assumere entro lo 04.2021.

Nel 2019, l’Italia decise di tenere il doppio orario. Il motivo, per il Governo, si legava al fatto che l’adozione soltanto dell’ora legale non sarebbe stato d’utilità per vari motivi.

Anzitutto, non ci sarebbero ancora prove di tipo scientifico su eventuali danni psico-fisici. Poi,  l’ora legale e dunque un’ora di sole in più comporta un risparmio in bolletta per sei mesi. E infine, per l’Italia le decisioni dei singoli Paesi possono portare a differenze tra fusi orari dalla gestione complicata rispetto al mercato comunitario.

Nel complesso, ha spiegato Terna, società che gestisce la rete elettrica nazionale, nei sette mesi di ora legale il Paese ha risparmiato quattrocento milioni di kilowattora di elettricità. Ovvero il consumo medio, all’incirca, di centocinquanta mila famiglie. Per un beneficio economico per il sistema pari a sessantasei milioni di euro.

Altro aspetto positivo poi riguarda, si legge, la sostenibilità ambientale. Duecento cinque mila tonnellate in meno di C02 in atmosfera. Per la società, dal 2004-2020, il minor consumo d’elettricità inerente l’ora legale si attesta all’incirca a dieci miliardi di kilowattore. Ovvero un miliardo e settecento venti milioni di euro. Pur per tale motivo l’Italia ha scelto di non cambiare.


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