Prescrizione debiti, ecco come il debitore può non pagare il dovuto al creditore: il meccanismo e i vantaggi

Con prescrizione debiti si fa riferimento all’estinzione del diritto di credito quando il titolare dello stesso non lo esercita entro i termini previsti per legge. Come verificare l’avvenuta prescrizione?

Il debitore non sempre è tenuto a pagare la somma dovuta al creditore. Dopo il decorso di un certo periodo di tempo, infatti, scatta la cosiddetta prescrizione, ovvero quella situazione nella quale un pagamento non compiuto entro i termini contrattuali non deve più essere corrisposto, proprio a causa della scadenza del tempo utile per pretenderlo dal debitore.

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Chiaro comunque che, per il debitore, aspettare che passino gli anni e il debito vada in prescrizione non è così facile.

Qui di seguito affronteremo il tema della prescrizione, che è sicuramente di grande interesse per i debitori in difficoltà con i loro obblighi di pagamento, vedendo come fare a controllare se un debito è prescritto e non deve essere più pagato.

Prescrizione debiti: cenni generali

Abbiamo accennato al fatto che la prescrizione dei debiti consiste in quella situazione per cui il debitore non è più tenuto a pagare, ma attenzione perché la prescrizione è legata al diritto di credito. Infatti per prescrizione si fa riferimento all’estinzione del diritto di credito nel caso in cui il titolare dello stesso non lo faccia valere entro i termini previsti per legge. Perciò, una volta oltrepassati i termini, che cambiano a seconda del debito, il creditore non potrà più imporre al debitore di adempiere al suo obbligo.

Ecco allora che si rivela determinante controllare la prescrizione dei debiti e proteggere così i propri diritti nei confronti del debitore inadempiente. Questo a maggior ragione se pensiamo che la prescrizione dei debiti scatta in maniera automatica, e dunque il debitore non deve attivarsi per ottenerla a suo favore.

Non solo. Egli non è neanche tenuto per legge a comunicare al creditore la sua intenzione di avvalersene. In concreto pertanto il debito, oltrepassati i termini senza atti interruttivi, diviene oggetto di decadenza senza possibilità di modificare la nuova situazione. Se del caso, il debitore dovrà opporre l’intervenuta prescrizione qualora il creditore agisca comunque contro di lui per ottenere il pagamento – ma a tempo ormai scaduto.

Come controllare se il debito è prescritto? Alcuni esempi

La prescrizione generale dei crediti si realizza in 10 anni, ma detto termine ordinario subisce varie eccezioni. Vero è che controllare la prescrizione dei debiti è essenziale per opporsi, ma siccome non esiste un registro ad hoc, il solo modo è il calcolo temporale individuale, attento e scrupoloso. Oltre a scegliere il termine esatto in base alla tipologia di debito, è necessario anche considerare il giusto giorno di decorrenza. Ad es. per i crediti contrattuali, è di riferimento il termine di pagamento indicato o, in sua mancanza, il giorno di conclusione del contratto. Invece per i crediti da lavoro subordinato, il termine decorre dalla fine del rapporto di lavoro, mentre la prescrizione dei crediti da atti illeciti comincia il giorno di realizzazione del fatto.

Al fine di avere la prescrizione non devono esserci state domande di pagamento formali – per raccomandata a/r o PEC – che l’abbiano interrotta, perché esse fanno ripartire il conteggio dall’inizio (atti interruttivi).

Contromosse del debitore nei confronti del sollecito di pagamento del creditore

Poco sopra abbiamo detto che il debitore ha tutto l’interesse e il diritto di far valere la prescrizione intervenuta, che di fatto cancella il debito. Ed ovviamente la legge gli consente di controbattere ad un eventuale sollecito di pagamento del creditore. Come? Ebbene esistono due modi diversi, eccoli di seguito:

  • una classica raccomandata nella quale si evidenza che la somma non è più esigibile essendo intervenuta la prescrizione del debito;
  • un’azione in tribunale ad hoc, mirata a far dichiarare l’estinzione del debito da parte di un magistrato.

Perciò è vero che se la prescrizione opera in automatico, il debitore dovrà poi eventualmente attivarsi per assicurarsi che sia rispettata dal creditore. Ed attenzione perché se è vero che la seconda strada cui abbiamo appena accennato – ovvero la causa giudiziaria – appare più efficace, è altrettanto vero che detto iter non è obbligatorio se è scattata la prescrizione debiti. La raccomandata è più che sufficiente per conseguire l’obiettivo, senza ricorrere al giudice ed evitando così i costi tipici della giustizia.

Vero è che si potrebbe comunque ottenere l’atto del giudice che acclara l’effettiva prescrizione debiti, ma questo percorso si rivelerà maggiormente opportuno nel caso sia proprio il creditore stesso a rivolgersi per primo al giudice, ritenendo di aver diritto ad un pagamento il cui obbligo è, invece, scaduto. In questo caso le spese legali non ricadrebbero sul debitore.

Tecnicamente parlando, il debitore citato in giudizio per il mancato pagamento di un debito ormai estinto deve fare opposizione attraverso il suo avvocato, sollevando l’eccezione di prescrizione ad hoc. Se è effettivamente trascorso il tempo necessario alla prescrizione debiti, il giudice avrà modo di verificarlo e di accogliere le difese del debitore citato in giudizio.


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