Auto elettriche, quanto costano in occidente e differenze tra USA, Europa e Cina

Per quali ragioni il costo medio delle auto elettriche in Occidente risulta alto a differenza della Cine, dove costano persino meno di quelle a carburante: i dettagli e le differenze di prezzo

Le auto elettriche e il relativo mercato sono in gran crescita negli ultimi periodi, con il costo di quest’ultime che in Occidente risulta più alto rispetto alla Cina dove possono costare anche meno delle vetture a carburante.

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In Cina infatti il mercato cresce lentamente, anche in virtù del recente periodo di crisi in relazione alla pandemia e alla guerra. Il mercato però punta a crescere sempre più, con l’auspicio che la mobilità del futuro possa esser sempre più sostenibile.

In tal senso, nel prossimo futuro la Cina potrebbe avere un ruolo centrale in questo settore. Attualmente il Paese è avanti rispetto alle vendite, e i prezzi di una vettura elettrica sono diversi al confronto ad esempio dell’Italia.

Tanto la differenza del costo della vita così come i dettagli in merito alla crescita recente del mercato, potrebbero rappresentare due motivi tesi a giustificare i costi ridotti.

In Italia, come ben noto, i prezzi possono essere per molti proibitivi, e allargando il discorso, in Europa il costo medio delle vetture elettriche è di più di cinquantacinque mila euro. Negli USA Invece la cifra aumenta arrivando anche ai sessantatré mila.

Attualmente, quantomeno in occidente, si è meno pronti in generale rispetto alla Cina, con il costo medio che si aggira sui trentuno mila euro. Ovvero, il costo è del trentatré per cento in meno al confronto di una vettura a benzina oppure diesel.

Auto elettriche in Cina: alcune ragioni dei costi inferiori

Tra i fattori maggiorente rilevanti a proposito del costo minore delle auto elettriche in Cina vi è anzitutto il costo della vita. La realtà asiatica presenta pur vantaggi dal punto di vista lavorativo e sociale, tra cui anche il costo del lavoro più basso. Vi sono poi meno restrizioni e vantaggi sia geologicamente parlando che in termini di disponibilità di materie prime.

In Europa, come in Italia, si ragiona forse in ritardo al cambio del parco auto, mediante misure che consentono di avere sconti su vetture elettriche; in Cina vi è stato in generale minor spazio per la discussione.

Il Paese asiatico si è calato sin da subito, spiega Informazione Ambiente, nel cambiamento, anticipando i tempi sull’elettrico. Il tutto si traduce in maggior offerta di veicoli elettrici. Gli analisti prevedono che ci sarà la firma della Cina sul mercato delle EV, prima della fine del decennio. Nel dettaglio, non particolarmente con brand orientali, ma con marchi occidentali spostatisi in Cina.

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