Il TFR fa reddito ed entra nell’ISEE 😲 la verità sulla ‘buonuscita’

Il TFR deve essere inserito nella dichiarazione dei redditi? Analizziamo come è tassato e quali aliquote sono applicate. 

Il trattamento di fine rapporto è un’erogazione che il lavoratore riceve e pertanto è contenuto nella Certificazione Unica però non rientra nel Modello Redditi Persone Fisiche o nel Modello 730 perché non va riportato nella dichiarazione dei redditi.

TFR REDDITO
TFR REDDITO (EconomiaBlog)

Il TFR infatti per quanto riguarda la tassazione è disciplinato in un modo diverso, e in questo articolo vediamo come funziona. 

Il TFR consiste in un importo costituito dagli accantonamenti periodici, rivalutati ogni anno, che rientra nella retribuzione del lavoratore ma che è pagato successivamente rispetto allo stipendio del mese. E’ un elemento che sono tenuti a ricevere tutti i lavoratori dipendenti, anche quelli in prova. Per la gran parte dei lavoratori vigono le stesse regole e l’attuale sistema di calcolo utilizzato si applica ai lavoratori assunti dopo il 1° gennaio 1990. Per alcune categorie di lavoratori invece, come giornalisti, agricoli, marittimi o dirigenti si utilizzano discipline differenti. 

TFR e tassazione applicata

Sul trattamento di fine rapporto si applica la tassazione separata e non quella IRPEF ordinaria: non vanno pagati i contributi INPS però lo Stato effettua i prelievi fiscali. Dal 2015, con le modifiche apportate con la legge di Stabilità, il TFR è erogato al termine del rapporto lavorativo. Quindi, non più con cadenza mensile, a parte i casi contenuti nella legge stessa. 

Il trattamento di fine rapporto, chiamato anche ‘buonuscita’, non deve essere inserito nel Modello 730, in quanto in questa dichiarazione dei redditi annuale vanno inserite soltanto gli importi ricevuti dal contribuente nell’anno precedente. Anche se ci sono anticipi durante il rapporto lavorativo essi non devono essere riportati perché la tassazione alla quale sono soggetti è quella separata. 

In questi casi deve essere nella dichiarazione dei redditi

Non tutti i lavoratori possono evitare di inserire il TFR nella dichiarazione dei redditi. Collaboratori domestici, badanti, baby-sitter che hanno un datore di lavoro che non è sostituto di imposta devono mettere il TF nella dichiarazione dei redditi. Questo perché il datore di lavoro non può tassare in busta paga l’erogazione dell’importo visto che è un soggetto privato. 

Il dipendente riceverà dal datore di lavoro la certificazione unica e portandola al commercialista o a un CAF gli verranno calcolate le tasse che dovrà pagare. Il trattamento di fine rapporto dovrà essere inserito nel Quadro RM, quello dei redditi con tassazione separata, nella sezione X del Modello 730. Inoltre, bisogna separare le somme maturate prima del 1° gennaio 2001 da quelle posteriori. Questo perché da  quella data in poi sono utilizzate nuove modalità per determinare il trattamento di fine rapporto.