Conti deposito sempre più convenienti: le percentuali che attirano i risparmiatori e i vantaggi dei depositi vincolati

I conti deposito 2023 sono molto più interessanti che nel recente passato, come dimostrano alcune percentuali sugli interessi collegati, in volo rispetto all’anno scorso. Davvero si tratta di una scelta efficace per contrastare l’erosione del potere d’acquisto dovuta all’aumento dell’inflazione?

Ci sono alcune notizie molto utili per i correntisti e che hanno a che fare con l’aumento del costo del denaro deciso dalla BCE, per fronteggiare l’aumento dell’inflazione.

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In tema di conti bancari, infatti, gli interessi sono in forte crescita, tanto che i rendimenti dei conti deposito in questo momento fanno concorrenza ai Btp.

Si tratta di rendimenti sui depositi vincolati nient’affatto irrilevanti, tanto che su alcune offerte degli istituti a breve scadenza il guadagno netto rispetto allo scorso anno arriva fino al 372%. Insomma, se è vero è che in questi mesi gli aumenti dei tassi di interesse hanno agito per rallentare la spesa e incoraggiare il risparmio, è altrettanto vero che questo scenario ora ‘premia’ i depositi vincolati. Vediamo più nel dettaglio.

Inflazione in aumento: la risposta della BCE, i tassi di interesse e le conseguenze

Per opporre resistenza alla minaccia per cittadini, famiglie ed imprese, rappresentata dall’inflazione in crescita, la Banca centrale ha reagito alzando i tassi d’interesse, vale a dire aumentando il costo del denaro per scoraggiare l’accesso al credito.

Questo permette di far circolare meno valuta e, come conseguenza, l’inflazione può registrare un’inversione di tendenza, finendo per iniziare a diminuire. Ed è chiaro che oggi costa di più prendere in prestito denaro per una casa o un’auto.

In altre parole, dunque, gli incrementi dei tassi di interesse agiscono per rallentare la spesa e favorire il risparmio. Si può stimolare così una sorta di meccanismo ‘virtuoso’, per il quale le aziende sono motivate a aumentare i prezzi a un ritmo più lento, o a prezzi più bassi, proprio a favorire la nuova domanda.

Ebbene, in uno scenario in cui gli esborsi per le famiglie sono inevitabilmente aumentati a causa dell’inflazione, la buona notizia è però data dai rendimenti dei conti deposito. Infatti, attraverso il marcato aumento dei tassi di interesse su iniziativa della Bce per contenere l’inflazione, ecco che questo strumento di investimento può tornare in auge tra i correntisti.

La soluzione conti deposito per reagire al pericolo inflazione

Se era stato quasi dimenticato quando il costo del denaro era vicino allo zero, oggi il conto deposito è divenuto di nuovo interessante per i risparmiatori. Tanto che i rendimenti sono saliti così marcatamente da risultare competitivi con quelli dei titoli di Stato. Ricordiamo brevemente che un conto deposito consiste in un conto corrente bancario, avente le particolarità di essere circoscritto nelle proprie funzionalità, e di avere come unico scopo quello di comportare interessi alti sul patrimonio fatto oggetto di investimento.

In linea generale, inoltre, buona parte dei conti deposito esistenti non prevedono costi e comportano un tasso d’interesse assai maggiore rispetto ai conti correnti tradizionali. Non a caso, i principali osservatori dei mercati indicano che nelle prime settimane dell’anno è divenuto lo strumento adatto a rispondere all’inflazione, consentendo ai risparmiatori di poter fare affidamento su di una soluzione sicura e conveniente per far fruttare le proprie risorse finanziarie.

L’Osservatorio del noto sito Sostariffe.it ha indicato in particolare che, nelle prime settimane del 2023, i prodotti disponibili sono riusciti a garantire fino al 372% di guadagno netto in più rispetto alla media dell’anno scorso (per un deposito a sei mesi). Detti strumenti di investimento sono oggi anche più accessibili, con la riduzione dell’ammontare minimo richiesto, ed elastici, in virtù dell’aumento del numero di conti non vincolati, ovvero quelli in cui il risparmiatore non è tenuto a tenere bloccati in banca i risparmi per un determinato numero di anni.

La tutela per il risparmiatore e alcune percentuali degne di nota

C’è un dettaglio molto importante da ricordare. L’investimento nei conti deposito è garantito, come quello in un conto corrente normale, grazie alla presenza della copertura del Fondo interbancario di tutela (fino a 100mila euro). Secondo le banche i conti deposito sono oggi un’alternativa di investimento non di secondo piano, perché questi strumenti possono offrire ai risparmiatori la facoltà di accantonare cifre per realizzare progetti a medio-lungo termine. Il conto deposito tutela il risparmiatore anche perché quest’ultimo ha la certezza non soltanto di riavere il proprio capitale, ma anche di vederlo remunerato, in maniera certa e trasparente.

Alcune percentuali chiariscono ulteriormente il perché l’alternativa conti deposito vada quanto meno considerata. Ebbene, quanto rendono di fatto i conti di deposito? Le stime degli osservatori ci dicono che un prodotto vincolato per 18 mesi rende oggi in media un tasso lordo all’anno pari al 2,52% (in aumento di 1,7 punti rispetto al 2022). Per 12 mesi il tasso cala al 2,36% lordo (dallo 0,81% in media dello scorso anno) e per 6 mesi al 2,15% (dallo 0,62%). Non solo: in ipotesi di un orizzonte ampio di 5 anni si può anche arrivare al 4% (sempre lordo).

Ecco perché si può affermare che quelli attuali sono rendimenti competitivi con quelli dei titoli di Stato, tenuto conto che il Btp a 5 anni andato in asta rende il 3,84% lordo. Tuttavia però i bond del governo sono liquidabili in ogni momento sul mercato, senza vincoli, a differenza del conto deposito di cui stiamo parlando.

Concludendo, è vero allora che i conti deposito sono oggi molto più interessanti che nel recente passato, rappresentando uno strumento efficace, nelle mani delle famiglie, per mettere al riparo risparmi e liquidità dalla perdita del potere d’acquisto a causa dell’erosione dell’inflazione.


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