Riscaldamento e raffreddamento, il futuro è la la pellicola termocromica

La pellicola termocromica è l’invenzione mediante cui, in futuro, si riscalderanno e raffredderanno gli edifici? Tutti i dettagli a seguire

Quando si parla del riscaldamento e del raffreddamento degli edifici, gli spunti e gli elementi interessanti non mancano, come nel caso della pellicola termocromica. Ecco gli aspetti e i particolare da sapere in merito.

pellicola termocromica
Economia Blog

Oggetto di attenzione è l’invenzione di un materiale capace di poter riscaldare, così come raffreddare gli edifici, andando a variare la struttura secondo la stagione. Ma come funzione e quali i particolari?

Al fine di isolare in modo termico gli edifici, come noto, vi è la presenza di vari sistemi impiegati. E ciò con lo scopo di ottenere un determinato risparmiato energetico. Si pensi ad esempio ai cappotti termici. Ma anche alle guaine isolanti e così via.

Però al contempo, come spiega InformazioneAmbiente, il futuro potrebbero essere nel segno di un materiale in grado di variare la propria struttura. E ciò secondo la stagione. Una opzione che potrebbe andare a sostituire tali e altri sistemi in questione.

Come funziona e quali i dettagli della pellicola termocromica

Gli argomenti che possono legasi al tema in oggetto, pur in modo diverso, sono tanti e rappresentano spunti preziosi da approfondire. È il caso ad esempio del fotovoltaico con celle solari, i dettagli sull’incredibile efficienza raggiunta.

Oppure, si pensi alle caldaie a gas: nove su dieci nelle case, ma si avvicina il divieto di comprarle: la situazione, le tempistiche e gli elementi da sapere.

Tornando però al tema in oggetto, in relazione alla pellicola termocromica, si trattati un materiale che riesce a modificare la propria struttura di base. E ciò, come detto, rispetto alla stagione. Vi riesce in virtù dell’uso di una piccola quantità d’energia.

Il passaggio ha luogo da rame solido, il quale va a trattenere gran parte del calore infrarosso, sino ad una soluzione acquosa, la quale va ad emettere infrarossi.

A proposito di tale invenzione, si legge, quest’ultima la si attribuisce a Po Chun Hsu. Si tratta dell’assistente Prof. di Ingegneria Molecolare (Università di Chicago). Questi, in sostanza ha spiegato di aver creato un metodo efficiente sotto l’aspetto energetico, al fine della gestione della temperatura degli edifici. Si tratta di un approccio vicino a quanto farebbe una persona.

Nella fattispecie, viene spiegato, di un soggetto il quale indossa uno strato in più quando le temperature sono basse. Per poi toglierlo quando, al contrario, le temperature sono alte.

Cosa si evince dalla ricerca e la questione durata – autonomia

Stando ai primi esperimenti, tale pellicola in questione riuscirebbe a riflettere sino al novantadue per cento del calore infrarosso, nel corso dell’estate. Inoltre, riuscirebbe a conservare il novantatré per cento della radazione infrarossa che si accumula nel corso dell’invero. Ciò in relazione ad un consumo di tipo elettrico esiguo.

Quindi, tale materiale riuscirebbe a rendere l’edificio sensibile e reattivo. Un po’ come fosse un camaleonte in grado di adattarsi all’ambiente d’esterno, con la variazione del colore.

Ad oggi, l’elemento in questione è in fase di sperimentazione. In particolare, si sta approfondendo e provando a comprendere un aspetto rilevante, ovverosia la durata. Nel dettaglio cioè, la quantità di cicli di trasformazione che sarebbe in grado di fare, il materiale, prima che quest’ultimo diventi poi inattivo. Il momento allorquando si renderebbe poi necessaria la relativa sostituzione, insomma.

Sino a questo momento, emergerebbero risultati incoraggianti. I risultati si legherebbero infatti ad una lunga autonomia in tal senso. Quantomeno mille ed ottocento cicli. Tuttavia, nelle intenzioni degli scienziati, si legge ancora, vi è l’obiettivo di poterlo rendere ancor e molto più longevo.


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