In pensione subito: la risposta con ‘Pensami’ di INPS

Come funziona ‘Pensami’ di INPS per scoprire quando si va in pensione: ecco tutti i dettagli sulle simulazione, come si fa ed esempi in merito

È una domanda che sono in tantissimi a porsi, quella che si lega a quando si va in pensione: ecco come funziona il calcolatore previdenziale, ‘Pensami’ di INPS, simulazioni ed esempi.

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Si tratta di una risposta virtuale che non è legata alla simulazione degli importi possibili in merito alla pensione, ma si lega alla questione tempore, cioè al quando. Attraverso l’uso infatti del simulatore previdenziale ‘Pensami‘ di INPS è possibile avere alcune risultati ed indicazioni a proposito delle tempistiche in merito al pensionamento.

Un traguardo che l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha raggiunto proprio con ‘Pensami‘. Nel dettaglio, è la recente versione aggiornata del simulatore previdenziale dalla grande utilità, una risorsa per gli interessati. Tuttavia, vi sono delle premesse, fatte proprio da INPS, da conoscere. Quest’ultime vanno a delineare il quadro di riferimento rispetto all’operazione.

Viene spiegato in tal senso anzitutto che ‘Pensami’ fornisce una “consulenza pensionistica fai da te“. Uno strumento il cui fine è quello di poter scoprire quando e come si potrà accedere al pensionamento “cumulando tutta la contribuzione”.

Quando si va in pensione: cos’è Pensami, il simulatore previdenziale INPS

Tanti gli spunti che destano attenzione quando in generale si parla di INPS, come nel caso della novità inerente alla notifica per chi acquisisce il diritto ad una prestazione: qui tutti i dettagli.

Tornado però a ‘Pensami’, viene spiegato inoltre che quest’ultima permette di aver conoscenza circa le “principali pensioni”, così come in merito a taluni istituti in relazione all’anticipo dell’accesso al pensionamento. Ma si precisa anche che non fornisce infosugli importi delle pensioni”. E neanche info in merito alle “pensioni previste per determinate categorie di lavoratori”.  Come nel caso ad esempio del pilota, poligrafico, militare e così via.

Il sistema, si legge ancora, non fa uso delle info “presenti nella banca dati dell’INPS“. È l’utente che si occupa dell’inserimento dei dati al fine della simulazione di vari scenari pensionistici, soltanto su trattamenti di pensione diretti. Valorizzando, secondo le disposizioni vigenti, la contribuzione indicata rispetto a talune gestioni previdenziali.

Ovverosia, si tratta nel dettaglio di:

  • Fondo pensioni lavoratori dipendenti. (FLPD);
  • Gestione esercenti attività commerciali. (COM);
  • Gestione artigiani. (ART);
  • Gestione coltivatori diretti, mezzadri e coloni. (CD – CM);
  • Gestione separata;
  • Cassa pensioni dipendenti delle amministrazioni dello Stato. (CTPS);
  • Cassa pensioni dipendenti degli Enti Locali. (CPDEL);
  • Cassa pensioni ufficiali giudiziari. (CPUG);
  • Cassa pensioni insegnanti. (CPI);
  • Cassa pensioni sanitari. (CPS);
  • Casse professionali.

Dati da inserire, simulazione ed esempi

Al fine di poter procedere, occorre inserire chiaramente alcuni dati. Si tratta di quelli anagrafici e contributivi, anche all’interno delle singole gestioni. E poi il possibile sviluppo di altri dati. Ad esempio relativamente al servizio militare, oppure alle mansioni usuranti. O ancora, all’inizio dell’attività da lavoro nel corso della minore età e così via.

A proposito delle simulazioni, ecco alcuni esempi in merito. Si consideri un lavoratore dipendente (privato), nato a febbraio del 1960. Questi ha iniziato a svolgere attività lavorativa nel 1980. Secondo i calcoli, avrà modo di accedere al pensionamento mediante sistema misto con pensione anticipata a partire da 01.09.23. Mediante quella di vecchiaia, a sessantasette anni e due mesi, dal 01.05.2027.

Altro esempio si lega ad una lavoratrice dipendente pubblicata. Nata a giungo del 1990, con inizio attività da lavoro nel gennaio del 2015. Vi saranno quattro possibili opzioni, ciascuna mediante calcolo contributivo. Anzitutto quella di lasciare il lavoro con la pensione di vecchiaia. A settanta quattro anni e tre mesi, in merito all’età. Oppure, ancora con quella di vecchiaia, a settant’anni ma con importo maturato non minore di 1.5 volte l’assegno sociale. E ancora, potrà accedere al pensionamento tramite pensione anticipata a sessantasei anni e dieci mesi di età, soltanto però qualora l’assegno fosse pari a 2.8 volte l’assegno sociale. E poi, al di là dell’età anagrafica, a quarantaquattro anni e dieci mesi di contributi.

Altro esempio si lega ad un lavoratore autonomo. In tal caso, nato nell’aprile del 1969, con inizio attività lavorativa ad aprile del ’90. Questi potrà accedere al pensionamento mediante calcolo misto con pensione di vecchiaia. E ciò a sessantotto anni e quattro mesi di età.

Infine, una lavoratrice dipendente (privato), nata nel giungo del 1975, con inizio attività lavorativa nel giugno del ’94. In tal caso, l’accesso al pensionamento avverrà a sessantotto anni e dieci mesi di età, tramite pensione di vecchiaia, oppure quella anticipata con quarantatré anni e due mesi di contributi.


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