Bonus benzina da 200 euro per dipendenti – a carico delle aziende – prorogato fino a fine 2023: come funziona e chi ne ha diritto

Prorogato fino al 31 dicembre di quest’anno il bonus benzina per i lavoratori dipendenti. Di cosa si tratta e a chi spetta il beneficio.

Il governo Meloni ha esteso fino alla fine dell’anno il beneficio introdotto a marzo 2022 dall’esecutivo Draghi dopo i rincari nel settore energetico.

Dopo il giro di vite introdotto col cosiddetto «decreto carburanti» sulle verifiche e l’obbligo di esposizione del prezzo medio nazionale dei carburanti per tutti i gestori, il Consiglio dei Ministri, nel tavolo che ha avuto luogo lo scorso 10 gennaio, ha deciso anche un altro provvedimento. Il Cdm infatti ha prorogato il bonus benzina da 200 euro che i datori di lavoro possono erogare per venire incontro ai propri dipendenti.

Nel dettaglio, la proroga del bonus benzina andrà a coprire l’intero 2023. Ma cos’è il bonus benzina? Si tratta, in termini semplici, di uno sconto di 200 euro che i datori di lavoro danno ai propri dipendenti. Secondo la legge che norma questo bonus, il beneficio non va a comporre reddito per il dipendente che lo riceve. Inizialmente la proroga sarebbe dovuta durare fino alla fine di marzo, per poi scadere. Ma poi l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha scelto di prolungare la scadenza, estendendola fino al 31 dicembre di quest’anno.

Come avere il bonus benzina

Hand refilling the car with fuel at the refuel station, the concept of fuel energ

Il voucher era stato introdotto a marzo 2022, dal precedente governo targato Mario Draghi, sotto la spinta del vertiginoso aumento delle materie prime seguito allo scoppio della guerra in Ucraina nel settore dell’energia. Un boom che ha portato alle stelle i prezzi di benzina e diesel non soltanto per i trasporti ma anche per le bollette di luce e gas. In questo contesto, che ha generato  una forte crisi energetica, il governo ha dovuto in qualche maniera correre ai ripari.

Qual è l’obiettivo del bonus benzina? Come appare evidente, il beneficio si prefigge di sostenere i lavoratori, soprattutto pendolari, in un momento di forte difficoltà a causa del caro carburante. Da qui l’introduzione di un incentivo che le ditte private possono offrire ai propri dipendenti. Il vantaggio è che sul bonus benzina non ci sono tasse e contributi da pagare. Inoltre, altro vantaggio, è il fatto che questo sconto può essere detratto ai fini Irpef e Ires, senza andare a formare un reddito per i dipendenti. Non c’è alcun bisogno di presentare richiesta.

Adesione libera da parte delle aziende

Una informazione importante è quella che non c’è nessun obbligo di aderire al progetto da parte della ditta. Ogni azienda rimane libera o meno di concedere il bonus benzina ai propri lavoratori. E allo stesso modo è anche libera di scegliere la platea di chi lo riceverà.

Non esistono nemmeno neppure requisiti specifici o limiti di reddito da rispettare. Spetta infatti al datore di lavoro individuare gli eventuali beneficiari del bonus benzina. Se un’azienda dovesse decidere di aderire al bonus 200 euro per i propri lavoratori, avrà la possibilità di erogare il bonus sotto forma di fringe benefit. Oppure, in alternativa, con uno o più buoni carburante.


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