Legge 104 per familiari disabili: cambiano i requisiti per permessi e congedo

Chi ha familiari che sono portatori di handicap (legge 104) può ottenere dei giorni di permesso dal lavoro per dare loro assistenza. Vediamo chi li può utilizzare e quante persone in famiglia. 

In Italia dal 1992 è in vigore la legge 104 che consente a chi ha un familiare disabile di usufruire di un permesso dal lavoro retribuito di tre giorni al mese.

LEGGE 104
LEGGE 104 (Economiablog)

Con il Decreto legge 105 del 2022 sono aumentati i beneficiari della misura e sono state apportate importanti novità. La più significativa è quella che prevede che non ci sia più una sola persona che può ricevere il permesso per assistere il familiare ma possono prestare il servizio anche soggetti diversi, fermo restando che il permesso non venga richiesto lo stesso giorno. 

E’ dunque possibile avere più referenti che si occupano di una persona che ha bisogno di cure, mentre prima potevano assentarsi dal lavoro soltanto i genitori della persona disabile. In questo articolo vediamo chi ha diritto ai permessi retribuiti della legge 104 e come nel tempo è cambiata la normativa. 

Chi può beneficiare della legge 104 

Per assistere una persona disabile è possibile ottenere un permesso retribuito dal lavoro di tre giorni oppure un congedo straordinario. Possono richiederli un’ampia platea di soggetti quali i familiari di soggetti che hanno bisogno di cure come: 

Genitori naturali, adottivi ed affidatari

I genitori possono richiedere il permesso di tre giorni in base all’età del figlio con problemi di salute. Fino ai 3 anni di età possono usufruire del prolungamento del congedo parentale per un periodo massimo di 3 anni, che si può distribuire negli anni fino ai 12 anni di età del figlio oppure scegliere 2 ore di permesso giornaliero o ancora 3 giorni al mese, anche consecutivi. 

Dai 3 ai 12 anni i genitori possono decidere di godere del prolungamento del congedo parentale descritto sopra o dei 3 giorni mensili di permesso anche continuativi. Quando il figlio disabile compie 12 anni i genitori possono beneficiare soltanto di 3 giorni al mese di permesso o del congedo straordinario. 

Conviventi

Anche il convivente di fatto può usufruire dei 3 giorni di permesso dal lavoro o del congedo straordinario per assistere un disabile. La legge stabilisce che abbia gli stessi benefici di un coniuge o di un componente di un’unione civile. 

Parte dell’unione civile

I permessi dal lavoro possono essere rilasciati anche a una persona unita civilmente con un’altra, anche per dare assistenza ad un parente di quest’ultima. 

Parenti e affini entro il 2° grado

Di norma possono ottenere permessi dal lavoro per dare assistenza a un familiare disabile soltanto i parenti e gli affini entro il 2° grado ma ci sono casi che ampliano il diritto e consentono anche a quelli entro il 3° grado di goderne. Sono previsti quando il coniuge, la parte dell’unione civile, i genitori o il convivente della persona con disabilità:

  • Sono a loro volta affetti da malattie invalidanti;
  • Hanno compiuto 65 anni;
  • Sono deceduti o mancanti (per assenza giuridica, naturale o per prolungata assenza).

Referente unico e nuova normativa per la legge 104

Nel corso degli anni la legge 104 è stata modificata e con le nuove norme più soggetti possono chiedere i permessi dal lavoro per assistere un familiare disabile. Possono farlo alternandosi nell’assistenza ovvero seguendo il malato in giorni diversi e richiedendo i permessi retribuiti al proprio datore di lavoro ognuno in un giorno differente. 

Questo è possibile dal 13 agosto 2022 e la legge prevede anche che si abbia diritto ad un permesso retribuito sia se sono in corso altre forme di assistenza privata o pubblica sia se nella famiglia del malato vivono persone che non hanno un lavoro e sono adatte a prestare assistenza al disabile.  

Ricordiamo che i soggetti con gravi forme di invalidità hanno bisogno di un’assistenza continuativa perché la loro autonomia personale è ridotta o nulla e non possono da soli soddisfare le primarie esigenze quotidiane. Pertanto per richiedere un permesso 104 bisogna vivere non lontano dal luogo in cui si trova il disabile, pena la non concessione del permesso stesso.

Inoltre si possono ottenere i permessi se la persona con disabilità non è ricoverata in una struttura sanitaria a tempo pieno, dove già riceve un’assistenza continuativa. Esistono tuttavia alcune eccezioni e si possono ricevere i permessi per prendersi cura di un malato ricoverato a tempo pieno se: 

  • Il disabile ha ricevuto una prognosi a breve termine o vive in uno stato vegetativo;
  • Il malato è minorenne e i medici richiedono la presenza dei familiari o dei genitori per assisterlo;
  • Il disabile deve effettuare visite mediche e terapie al di fuori della sede ospedaliera in cui si trova.

Cos’è il congedo straordinario di 2 anni con legge 104

Una persona che vuole occuparsi di un familiare disabile può scegliere e ottenere un congedo straordinario dal lavoro di 2 anni al posto dei permessi retribuiti. Lo può fare una sola volta nella sua vita lavorativa, per seguire lo stesso soggetto disabile. Il datore di lavoro gli versa un’indennità economica che poi gli viene rimborsata dall’INPS attraverso il flusso UniEmens. L’importo di questa indennità è uguale allo stipendio dell’ultimo mese lavorativo del richiedente. 

Possono usufruire del congedo straordinario e dell’accredito della contribuzione figurativa il convivente di fatto, il coniuge, la parte dell’unione civile, i genitori ma soltanto se viene a mancare uno dei soggetti citati in precedenza per morte o per patologie invalidanti, i figli ma soltanto se vengono a mancare i genitori o hanno malattie invalidanti, sorelle e fratelli se sono conviventi e solo se i figli hanno patologie gravi o sono mancanti e i parenti o gli affini entro il 3° grado, anche in questo caso soltanto se conviventi o per decesso, mancanza o malattie invalidanti di sorelle e fratelli. 


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