Scambio di Denaro tra Genitori e Figli, attenzione ai controlli del Fisco, ecco cosa possono farti

Lo scambio di denaro tra genitori e figli potrebbe sembrare un’azione normalissima, ma esistono dei casi in cui è necessario seguire precise procedure.

Non sempre, infatti, si può scambiare denaro tra parenti: in determinate circostanze la donazione o trasferimento di denaro deve essere documentato tramite il Notaio.

Scambio di Denaro tra Genitori e Figli
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È molto frequente nelle famiglie donare/regalare denaro a figli o parenti: si tratta di una delle tante forme di assistenza che esiste appunto tra persone dello stesso nucleo. In questo articolo ci soffermiamo sulle regole da rispettare per quanto riguarda le donazioni, ovvero i trasferimenti di denaro senza scopo di prestito.

Le donazioni, infatti, in alcuni casi devono avvenire alla presenza del Notaio e di due testimoni, e questo tutto le volte che le cifre date a figli/parenti sono “abbastanza cospicue”.

Parlando di cifre “abbastanza cospicue” intendiamo non di certo la “paghetta” che ogni genitore dà ai figli, ma somme di denaro – ad esempio – che servono per l’acquisto di una casa. Andiamo dunque a capire quali sono tutte le opzioni, oltre alla donazione per comprare un immobile, in cui serve il Notaio e quand’è che si devono pagare anche le tasse.

Serve il Notaio se do a mio figlio i soldi per comprare un’auto o una casa?

La risposta in questo caso è negativa, ma dobbiamo comunque sapere che è necessario rispettare delle regole. Il genitore dovrà infatti effettuare il bonifico sul conto del figlio: quando questi andrà a pagare l’auto o la casa dovrà dichiarare la provenienza dei soldi.

Attenzione al trasferimento in contanti nello scambio di denaro tra genitori e figli

Poco sopra abbiamo parlato di bonifico poiché se un genitore versa dei contati sul conto del figlio/parente ci sono dei limiti e – anche in questo caso – regole da rispettare e sanzioni previste in caso di inosservanza delle stesse. Infatti per i contanti c’è un tetto massimo di 999,99€. Sopra a questa cifra è obbligatorio effettuare un bonifico. Se non lo si fa, sia il donatore che chi riceve i soldi vanno incontro ad una sanzione da 2 mila a 50 mila euro.

Devo pagare le tasse in caso di donazione?

Esiste l’obbligo di pagare un’imposta sulle donazioni ma solo in determinati casi. Se si trasferisce denaro ad un parente in linea retta (ascendente o discendente) l’imposta dovuta è del 4%, ma solo dopo il milione di euro. Inoltre se il beneficiario è invalido, scatta dopo il milione e mezzo di euro.

Scambio di denaro tra genitori e figli, occhio a come si spendono i soldi!

L’Agenzia delle Entrate, lo sappiamo, svolge regolarmente dei controlli al fine di evitare che circoli denaro “in nero” o proveniente da movimenti illeciti. Anche se il trasferimento di soldi, anche in quantità cospicue, è consentito tra parenti è meglio effettuare bonifici e operazioni tracciabili, in modo da non “insospettire” l’Agenzia delle Entrate.

Mettiamo il caso, ad esempio, che con i soldi donati dal padre un giovane acquisti un’auto di lusso. Se non giustifica la provenienza del denaro, scatteranno i controlli poiché il Fisco farà un calcolo sul potere d’acquisto del giovane, trovando incongruenza con la spesa sostenuta per il bene di lusso. Il controllo, comunque, scatta se il potere d’acquisto supera del 20% quello reddituale.

Infine, ricordiamo che se la donazione era soggetta ad atto notarile e non si segue la procedura, gli altri eredi oltre al parente beneficiario potranno contestare la donazione e ricevere indietro la loro quota spettante.


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