Mangeresti una Torta fatta con la Stampante 3D? Ecco cosa hanno creato alcuni chef

Alcuni ingegneri hanno dimostrato che presto potremmo trovare in pasticceria una torta fatta con la stampante 3D. Sarà buona come quelle artigianali? Ecco come sono andati gli esperimenti.

Le novità nel comparto alimentare possono suscitare qualche perplessità: pensiamo ad esempio all’introduzione degli insetti, e delle farine derivate, tanto voluta dall’UE. In futuro nn molto lontano potremmo avere anche alimenti stampati in 3d: funzioneranno?

Torta fatta con la Stampante 3D
EconomiaBlog

La domanda è d’obbligo, anche perché pensando a quel tipo di stampante ci vengono in mente solo macchinari, parti di ricambio, gadget e oggetti d’arredo. Ma alcuni ingegneri hanno voluto “guardare oltre” e provare a dimostrare che la stampa 3D ha infinite possibilità, anche in campo alimentare.

Com’è venuta la prima torta fatta con la stampante 3D

Siamo al Creative Machines Lab della Columbia a New York, dove l’ingegner Jonathan Blutinger e il suo staff hanno effettuato un esperimento molto curioso, e certamente creativo, ma che potrebbe innescare una rivoluzione alimentare.

Lo scopo del progetto – afferma Blutinger – era dimostrare che la stampa 3D, una tecnologia utilizzata maggiormente per modelli e parti di macchine, aveva il potenziale per rivoluzionare la cucina, trasformando cartucce di pasta alimentare e polvere in pasti commestibili, e forse un giorno anche allettanti.

Lo scopo finale, dopo i dovuti aggiustamenti è ovvio, potrebbe essere quello di una stampante 3D concepita per “sfornare” cibo combinata con un forno a laser che ne completa la cottura. Secondo Blutinger, presto potrebbe essere possibile stampare pollo, manzo, verdure e formaggio. Tutto ciò che può essere trasformato in pasta, liquido o polvere.

Ma com’è andato l’esperimento con la torta? Ebbene, lo staff ha provato a ricreare una Cheescacke, formata da diversi strati di 7 ingredienti, impiegando circa 30 minuti. Uno dopo l’altro, gli strati si sono sovrapposti ma, dopo poco, tutto è crollato rovinosamente. Il risultato? Un ammasso indefinibile di creme e biscotto.

Dopo qualche tentativo, però, la stampante 3D ha creato dei budini “commestibili”. Gli esperti hanno anche avuto il coraggio di assaggiare le loro creazioni e hanno dichiarato che “Sicuramente hanno il sapore di qualcosa che non avevamo mai provato prima“; a Blutinger è piuttosto piaciuto, ma ha specificato che “non è un mix convenzionale. Non siamo chef Michelin”.

Il progetto per il cibo stampato in 3D non è concluso

Anche se la prima torta fatta con la stampante 3D non è venuta propriamente come quelle artigianali, gli esperti che hanno condotto l’esperimento hanno dichiarato che non si fermeranno.

Scrivendo sulla rivista npj Science of Food , i ricercatori parlano di una stampante 3D in grado di costruire prodotti commestibili da sette diversi ingredienti e Blutinger ha affermato, orgogliosamente, che “Una volta che il software tocca un settore, non ci guardiamo indietro. Lo spinge in avanti in modi che non avremmo mai pensato possibili. Non è ancora successo per il cibo“.

Non dovremmo sorprenderci, dunque, che la tecnologia sarà spinta a migliorare, così da creare un nuovissimo settore, con tutto quello che ne consegue. E chissà che alla fine non ne esca davvero qualcosa di buono.


    Gestione cookie