Assegno unico 2023: domanda, integrazione, maggiorazioni e non solo

In tema di assegno unico 2023 la burocrazia è poca ma bisogna prestare attenzione ad alcuni punti cardine della misura. Vediamo quali sono.

Come in moltissimi già sapranno, l’assegno unico consiste in una prestazione di sostegno economico alle famiglie con figli a carico, lanciata lo scorso anno proprio in questo periodo ed avente altresì la finalità di razionalizzare ed accorpare diverse misure di sostegno alla natalità e genitorialità.

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Ebbene, a distanza di circa un anno dal varo di questa rivoluzionaria misura, è opportuno fare il punto della situazione in tema di pagamento assegno, rinnovo, integrazione domanda e conguaglio. Che cosa c’è da ricordare a riguardo per restare aggiornati in argomento? Vediamolo insieme.

Assegno unico 2023 tra novità e conferme

Ebbene, non dobbiamo dimenticare che quest’anno si applica una regola anti-burocrazia che sicuramente sarà gradita a tutti i beneficiari del contributo mensile per i figli. Infatti dal primo marzo vale il rinnovo automatico dell’assegno unico figli per chi era già beneficiario lo scorso mese, con somme quantificate:

  • sull’ISEE in corso di validità,
  • oppure con il minimo di legge (54 euro a figlio) in riferimento a quelle persone che hanno dimenticato o comunque non hanno ancora presentato la DSU per ottenere un Indicatore della situazione economica equivalente.

In buona sostanza, dal primo marzo 2023 i soggetti che nel corso del periodo gennaio 2022 – febbraio 2023 abbiano fatto una richiesta ad hoc di assegno unico e universale (AUU) per i figli a carico, accolta e in corso di validità, potranno avvalersi dell’agevolazione dell’erogazione d’ufficio della prestazione da parte dell’istituto di previdenza – senza dover fare una nuova domanda apposita.

Ma appunto è preferibile prestare attenzione al dato dell’ISEE, che com’è noto è indice o indicatore di riferimento per tutti coloro i quali chiedono una qualsiasi forma di agevolazione sociale – in questo caso l’assegno unico.

Per i nuovi beneficiari, invece, serve la domanda ad hoc della prestazione. La regola dispone che se si invia entro giugno, dalla prima mensilità saranno ottenuti anche gli arretrati da marzo a conguaglio sulle spettanze relative a quest’anno.

Come viene assegnato il contributo? Le maggiorazioni

Ricordiamo altresì che il sussidio Inps vale per la presenza anche di un solo figlio minore a carico, per tutti i figli disabili e fino a 21 anni in specifici casi. La somma varia in base al numero di figli e al reddito ed è importante rimarcare che l’importo è stato rivalutato dallo scorso mese all’8,1% come misura anti inflazione.

Interessante anche notare che sussistono maggiorazioni per famiglie numerose, figli con handicap ed altre situazioni particolari. Al fine di conseguire la quantificazione dell’assegno unico spettante, i genitori interessati debbono presentare o rinnovare l’ISEE, perché – come abbiamo accennato sopra – in mancanza di esso l’importo della prestazione è ridotto alla misura minima da questo mese.

Attenzione anche all‘integrazione della domanda, perché non basta in sé la condizione o il diritto a nuove maggiorazioni, occorre infatti anche l’integrazione della domanda già trasmessa. Per fare un esempio pratico che nella realtà non è di certo infrequente, chi lo scorso anno prendeva il minimo in quanto non aveva fatto l’ISEE, se considera di avere diritto a nuove maggiorazioni correlate al requisito ISEE deve sia presentare la DSU anzitutto, sia integrare la anteriore domanda. Questo perché, in caso contrario, continuerà a incassare il minimo di legge, ma non dovrà in ogni caso fare una nuova richiesta.

Variazioni e integrazioni domanda

Ricapitolando:

  • da quest’anno inviano la richiesta di assegno unico solamente i nuovi aspiranti beneficiari,
  • mentre chi già prendeva il contributo mensile non deve fare nulla a meno che non siano scattate variazioni che impongono un’integrazione immediata della vecchia domanda sul sito dell’istituto di previdenza, per consentire di adeguare la prestazione alla nuova situazione reddituale o familiare (ad es. un nuovo figlio o una variazione delle condizioni di disabilità).

Insomma, i beneficiari aventi aventi diritto da marzo conseguono il rinnovo automatico alle stesse condizioni, ovviamente correlate all’eventuale ISEE in corso di validità. Invece i percettori che hanno variato condizioni e requisiti di accesso alla misura sono tenuti a provvedere all’integrazione della domanda già trasmessa.

Come detto sopra, i nuovi beneficiari dell‘assegno unico debbono comunque fare domanda entro giugno per avere anche gli arretrati retroattivi da marzo – secondo il meccanismo dell’accreditamento a conguaglio sul primo assegno.


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