Assegno dai Comuni fino a 390 euro al mese: tutti i nuovi importi e come si richiede

Il punto sugli assegni di maternità dei Comuni, gli importi e i dettagli sulla domanda per poterlo ottenere: i particolari di seguito

Un tema rilevante e dalla grande importanza quello inerente la maternità e gli assegni pagati da parte dei comuni: ecco il punto sugli importi 2023 e a proposito della domanda per richiederlo.

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Economia Blog

Crescono gli importi inerenti gli assegni di maternità con pagamento da parte dei Comuni riguardo l’anno in corso. Tale aggiornamento si lega ad un provvedimento inerenti il Dipartimento Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, mediante cui è recepito il cambiamento dell’inflazione nell’anno trascorso.

In primo luogo occorre ricordare che quando si parla dell’assegno di maternità con erogazione dai Comuni, si fa riferimento ad una misura assistenziale erogata in assenza della tutela previdenziale obbligatoria. Il relativo ingresso in vigore risale al 2001, e sino all’anno trascorso andava a prevedere anche gli assegni familiari.

Quest’ultimi sono stati successivamente assorbiti e sono parte dell’assegno unico familiare.

Maternità e assegni dei comuni: +8.1%, la domanda

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Tornando però agli assegni di maternità del Comune, anche tale importo, così come le altre prestazioni di tipo previdenziale, è cresciuto dell’8.1 per cento.

È l’ISTAT a determinare tale percentuale, in base a quanto risulta circa l’inflazione. Spetta per nascite, affidamenti pre-adottivi, adozioni senza affidamento avuti luogo nell’anno di riferimento, alle madri senza la tutela previdenziale obbligatoria.

In merito al 2023, dunque, l’erogazione dell’assegno avvera con importo di 383.46 euro mensili per 5 mensilità. Al fine di riceverlo occorre presentare la domanda al Comune entro sei mesi dalla nascita, oppure dalla adozione del figlio. A patto però che l’ISEE non sia maggiore di 19.185 euro.

Nel dettaglio, la misura riguarda le mamme cittadine italiane e comunitarie, o extracomunitarie che abbiano permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. A patto che risulti che risiedano in Italia.

Anche in tal caso la misura viene pagata da INPS in una sola soluzione entro quarantacinque giorni da quando si riceve la richiesta, oggetto di presentazione al Comune ove si risiede. L’assegno in questione non va a costituire reddito al fine fiscale e previdenziale.

Come si fa la richiesta

L’ottenimento dell’assegno in questione si lega alla presentazione della domanda al Comune dove si risiede entro il 31.01 dell’anno successivo a quello di rifermento. Dunque, circa il 2023, la domanda si dovrà fare entro il 31.01.24. Ciascun Comune rende disponibile la specifica modulistica che si può trovare negli uffici preposti. O, ancora, sul portale online istituzionale.

Le domande che arrivano vengono poi trasmesse ad INPS in via automatica.

Insieme alla richiesta, dovrà esservi la dichiarazione circa la composizione del proprio nucleo familiare, nonché l’indicatore ISEE aggiornato. INPS si occuperà del pagamento, con l’erogazione della misura ogni 6 mesi in modo posticipato. Ovvero, entro il 15.07 e il 15.01, dopo la ricezione della richiesta.

La misura viene pagata da INPS e riguarda le donne non occupate. Nonché coloro che son occupate purché non aventi diritto a trattamenti economici di maternità. Ovvero, circa la quota differenziale, a trattamenti di importo minore rispetto a quello inerente l’assegno.

Questi alcuni dettagli generali. Ad ogni modo è bene approfondire per saperne maggiormente, anche presso esperti del campo.


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