Pensioni, cambia tutto con la Legge di Bilancio 2023: sveliamo qualche anteprima

Il tema delle pensioni sarà affrontato nella Legge di Bilancio 2023 per definire come i lavoratori potranno accedere al pensionamento ad anno nuovo.

Il Governo Meloni è al lavoro per trovare delle soluzioni di pensionamento flessibili che possano convincere i cittadini. Tra proroghe e novità, scopriamo qualche anteprima.

Legge di Bilancio pensioni
Canva

Trepidazione, questo il sentimento comune a tanti lavoratori che sono prossimi al pensionamento e attendono di conoscere le novità inserite nella prossima Legge di Bilancio. Non sarà facile per il Governo riuscire tra tanti impegni e necessità trovare la chiave di svolta del sistema pensionistico italiano. Il tempo è poco e ci sono molte altre questioni che richiedono l’attenzione dell’esecutivo prime tra tutte l’inflazione e il caro bollette nonché il futuro del Reddito di Cittadinanza. Tornando al tema delle pensioni, a dicembre scadranno Quota 102, l’APE Sociale e Opzione Donna. Rimarranno come scivoli pensionistici solo la pensione di vecchiaia, la pensione anticipata ordinaria e la pensione per i precoci. Queste le certezza del 2023, poi ci sono le indiscrezioni che portano a poter anticipare qualche decisione che Giorgia Meloni con molta probabilità prenderà di qui a breve.

Pensioni e Legge di Bilancio 2023, cosa potrebbe accadere

Possiamo affermare con una certezza quasi totale che la proroga di Opzione Donna ci sarà. La misura ha un costo sostenibile per lo Stato ed è stata apprezzata dalle lavoratrici. Anche nel 2023, dunque, sarà possibile andare in pensione a 58 anni di età e con 35 anni di contributi versati. Questa possibilità di pensionamento anticipato ha, però, un prezzo per le donne. Dovranno accettare il sistema di calcolo completamente contributivo pur avendo iniziato a versare i contributi prima del 1° gennaio 1996. Di conseguenza, l’assegno pensionistico avrà un importo sostanzialmente inferiore rispetto alla somma che si percepirebbe aspettando i 67 anni.

Se la proroga dovesse essere confermata, potrebbero optare per Opzione Donna nel 2023 tutte le lavoratrici che matureranno i requisiti di accesso entro il 31 dicembre 2022. Al momento la misura si rivolge esclusivamente a coloro che hanno raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre 2021.

Cosa accadrà all’APE Sociale?

Come per Opzione Donna, la proroga dell’APE Sociale dovrebbe essere certa nella Legge di Bilancio 2023. La misura si rivolge a quattro categorie di cittadini ossia i disoccupati, i caregiver che si occupano di un familiare con grave disabilità da almeno sei mesi, gli addetti a mansioni gravose e gli invalidi con percentuale pari o superiore al 74%. Le citate categorie potranno andare in pensione a 63 anni di età con 30 o 36 anni di contributi (lavoratori con attività gravose) con molta probabilità anche nel 2023.

E le Quote ci saranno nella Legge di Bilancio 2023?

Il Governo è al lavoro per definire delle Quote più flessibili per i lavoratori. Potrebbe rivelarsi un progetto fattibile modificare Quota 102 consentendo non solo l’uscita dal mondo del lavoro a 64 anni di età con 38 anni di contributi ma anche con altre combinazioni (62 anni di età più 40 di contributi, 66 anni di età più 36 anni di contributi e così via) oppure introdurre un requisito anagrafico per Quota 41 come suggerito dalla Lega. Si potrebbe pensare ai 61 o ai 62 anni ma pure ai 63 anni trasformando Quota 102 in Quota 103. Non dimentichiamo poi Opzione Uomo, misura parallela ad Opzione Donna ipotizzata da Giorgia Meloni per raggiungere un’equità tra lavoratori e lavoratrici.

Insomma, diverse possibilità al vaglio dell’esecutivo che potremmo trovare nella Legge di Bilancio 2023. Da cosa dipenderà la scelta definitiva? Dalla valutazione dei costi per lo Stato.


    Gestione cookie